Sustainab.Italy a Milano per sbirciare tra gli stand di “Fà la cosa giusta” – alla ricerca di iniziative originali e imprese meritevoli.
Sabato 13 marzo 2010: partenza ore 6:15 a.m. da Roma Termini. Arrivo in una Milano soleggiata, dove sembra che la città sorrida ai visitatori provenienti da tutta Italia per condividere la loro sensibilità green. La fiera è un via vai di persone che si aggirano entusiaste nei corridoi e tra gli stand, curiosi di conoscere le novità del settore e di raccogliere informazioni per orientare le loro scelte future.
Organizzata in 12 aree, la fiera ha abbracciato un ampio raggio di iniziative, associazioni e imprese che lavorano con serietà verso la costruzione di un sistema economico e sociale eco-sostenibile :
1 Critical Fashion – una finestra sul trend della moda “critica” che sta fiorendo in Italia. Ha ospitato tantissimi espositori del made in Italy nel Borgo delle Botteghe (belle le creazioni di Caira Design), abiti fair trade (anche da sposa! come quelli dell’Orlo del Mondo), i gioielli di carta di Liliana Broussard e Cristina Barcellari, le borse di Pivviccì e di GarageLab ottenute dal riciclo dei banner in pvc, quelle realizzate con le cinture di sicurezza (bellissime! firmate 959 ) di e le torinesi di Mnmur realizzate con le camere d’aria delle biciclette. Inoltre le calzature animalfree di Camminaleggero e quelle in pelle a concia vegetale di Altrescarpe Bioworld . Molto bello anche lo stand con le opere dei giovani talenti del Naba di Milano. Simbolico e incoraggiante, anche l’allestimento della mostra ‘EcoChic Milan’ (con opere di stilisti di alta moda come Diane von Furstenberg e Ivanna Basilotta). Erano davvero numerosi gli operatori del settore e chiedo scusa se non li elenco tutti, anche se meritano - al pari degli altri – citazioni e complimenti per il loro operato! ;
2 Abitare sostenibile - molto interessanti alcuni progetti di cohousing come TerraCielo; la progettazione di edifici autosufficienti di Ecosapiens , il progetto CasaKyoto per la riqualificazione delle abitazioni in 10 mosse, e le numerose imprese che effettuano la progettazione e l’installazione di impianti da fonti rinnovabili;
3 Commercio equo e solidale – con realtà rappresentative come l’Ass. Ya Basta!, la Chico Mendes Altromercato , la marchigiana MondoSolidale e tante altre;
4 Eco Prodotti – dalla cosmesi totalmente bio e a regola d’arte di Bioearth , Bergila e Daymons NaturalErbe, ai cuscini di Farro, ai prodotti in canapa di InCanapa, all’ufficio di Ecoffice;
5 Editoria Indipendente e di progetto – tantissimi progetti interessanti che contribuiscono a sensibilizzare il pubblico sui temi della sostenibilità ambientale, in modo trasparente e serio come fà da anni Eco,l’Educazione sostenibile , o Terre di Mezzo (partner della fiera), Altreconomia e Valori (il mensile promosso anche da Banca Etica) e fresco come fa GreenMe. E ancora progetti editoriali che sfociano in e-commerce come YesLife.
6 Mangia come parli – le imprese del biologico che offrono prodotti certificati e di alta qualità sulle tavole degli italiani. Tra i numerosi stand, mi hanno colpito particolarmente lo spazio Aiab (con i suoi consociati) , lo spazio Demeter (ente certificatore per i prodotti biodinamici, ispirato al metodo di Rudolf Steiner) e – tra le poche rappresentanze del sud – lo spazio Siqillya’h, consorzio siciliano promotore delle realtà locali che si occupano di artigianato, agricoltura biologica, turismo sostenibile.
Nella seconda parte del post troverete:
7 Monelli ribelli - a breve dettagli
8 Pace e partecipazione - a breve dettagli
9 Servizi Sostenibili per le imprese - a breve dettagli
10 Sprigioniamoci – a breve dettagli
11 Turismo sostenibile - a breve dettagli
12 Viaggiare leggeri - a breve dettagli
Mi scuso per aver riportato solo una selezione dei tantissimi espositori presenti in fiera, ma sono sicura che attraverso il catalogo completo realizzato da “Fà la cosa giusta”, li potrete rintracciare tutti!
Oltre gli espositori, anche 4 interessanti laboratori: l’aula sostenibile realizzata da Openlabs e Rigeneriamoci con hardware rigenerati e software sostenibili, il laboratorio curato dallo stand dei GAS di Milano, dove scoprire le differenze tra i pani di tutto il mondo e veder nascere il vero Bitto lombardo; quello dedicato alla semina di piante e fiori realizzato da Civiltà Contadina e Orti in Conca; e infine il laboratorio della carta, organizzato dalla cooperativa Altracittà di Padova, per imparare a realizzare libri in carta riciclata!
Inoltre, 5 punti ristorazione davvero buoni! Ho apprezzato molto la cucina vegetariana della cooperativa Fabbrica di Olinda, e tutti i catering erano chiaramente a base di prodotti biologici e a km zero, offrivano anche cucina vegana, acqua gratis, e volendo anche birra artigianale bio
Cosa volere di più? Anche i piatti e le stoviglie utilizzati venivano naturalmente smaltiti in modo differenziato.
Ed infine, per confermare l’efficienza dell’organizzazione c’erano anche spazi relax allestiti con arredi di design ecologico, e uno spazio per far divertire i bambini come la piazza “Monelli Ribelli”, animata dall’Associazione Puntozero Teatro e dalla Falegnameria per Bambini di Gino Chabod .
Possibile sia tutto perfetto?
A momenti sembra di essere in un’isola felice, in cui tutti sono consapevoli di dover contribuire con il loro stile di vita per migliorare l’ambiente in cui vivono e che lasceranno alle generazioni future. Intorno a me tanti eco-addicted: c’è chi acquista gli eco-jeans di Lifegate, c’è chi cerca informazioni sulla casa dei suoi sogni (come TerraCielo, il progetto di cohousing a impatto zero di Rodano, vicino Milano), c’è chi si confronta in Piazza Kuminda per capire come si costituisce un GAS (gruppo di acquisto solidale), c’è chi vuole scoprire i green jobs, chi vuole dettagli sullo scooter a zero emissioni, e chi degusta i prodotti biologici presentati dalle tante imprese agricole ospiti della fiera. Ma devo dire che la calca che si fermava tra gli stand della sezione “critical fashion” è stata impareggiabile! Sarà perchè siamo a Milano, sarà perchè gli italiani sono designer d’eccellenza…ma la curiosità dei visitatori per abiti, gioielli ed accessori ecologici credo abbia dato grande soddisfazione agli espositori presenti!
Unica pecca – a mio parere: la maggior parte degli espositori presenti provengono da Lombardia,Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Liguria e Toscana. Mi chiedo perché ci sia stata scarsa partecipazione da parte delle regioni del centro e sud Italia (a pochissimi casi). Problemi di distanza? scarso coinvolgimento? Voi cosa ne pensate? Spero sinceramente che la prossima edizione di “Fà la cosa giusta” possa essere uno spazio più rappresentativo per tutte le realtà italiane – da nord a sud, est ed ovest – per dimostrare anche ai cittadini, che l’intero Paese si sta muovendo in modo coerente e sinergico per affrontare le sfide della sostenibilità.
Fotoreportage della Fiera
Potete trovare tutte le foto scattate in fiera tra gli stand sulla pagina Facebook di Sustainab.Italy
o un piccolo assaggio qui
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