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	<title>Sustainab.Italy &#187; Sostenibilità</title>
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	<description>Sostenibilità e qualità in Italia</description>
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		<title>Rock the Wall: il concorso per giovani creativi green</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 13:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un concorso sul tema del risparmio e dell’efficienza energetica rivolto a giovani designer e comunicatori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><em> </em></p>
<p>“<strong>Rock the Wall – Un muro di energia creativa</strong>”:  è questo il nome del  concorso rivolto a giovani creativi italiani tra i  18 e i 35 anni chiamati a confrontarsi sul tema del risparmio e  dell’efficienza energetica come driver dello sviluppo sostenibile.  Il  concorso è promosso da <a title="Rockwoll" href="www.rockthewall.it" target="_blank"><strong>Rockwool</strong></a>, azienda leader a  livello mondiale nelle tecnologie per la lana di roccia, nell’ambito  delle sue attività di responsabilità sociale d’impresa.</p>
<p><span id="more-315"></span></p>
<p>L’iniziativa, organizzata in collaborazione con <strong>Legambiente</strong> e <strong>Pentapolis</strong>,  ha ricevuto il patrocinio delle più importanti realtà universitarie di design e comunicazione tra cui la <strong>Sapienza di Roma</strong>, lo <strong>IULM</strong> di Milano, l’Istituto Europeo di Design (<strong>IED</strong>), la Nuova Accademia di Belle Arti (<strong>NABA</strong>), l’Istituto Superiore di Architettura e Design (<strong>ISAD</strong>), l’<strong>Istituto Italiano Design</strong>, l’Istituto Superiore di Design (<strong>ISD</strong>), la <strong>Scuola Italiana di Design</strong>, l’Istituto d’Arte Applicata e Design (<strong>IAAD</strong>), l’<strong>Istituto Quasar</strong>.</p>
<p><a href="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/12/rockthewall.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-316" title="rockthewall" src="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/12/rockthewall-e1293024641411.jpg" alt="" width="550" height="308" /></a>Ai partecipanti è richiesto di elaborare, in forma individuale o in gruppo, dei <strong>poster formato 50&#215;70</strong> <strong>cm</strong> per promuovere la diffusione di buone pratiche in tema di efficienza energetica. Due le categorie in concorso: “<strong>Risparmio energetico</strong>”,  inteso come elemento fondamentale del processo di ripensamento  culturale necessario per modificare il vissuto della società e degli  individui, attraverso un uso intelligente delle risorse, e “<strong>Isolamento termoacustico</strong>”.</p>
<p>In Europa infatti, contrariamente a quanto si pensi, <strong>i maggiori  consumatori di energia e la maggior fonte di inquinamento da CO2 sono  proprio gli edifici</strong>, responsabili per oltre il 40% del consumo  energetico: più del settore dei trasporti, 32%, e dell’industria, 28%  (Fonte: <em>Action Plan for Energy Efficiency: Realizing the Potential, European Commission</em> 19 ottobre 2006). Il progressivo esaurimento di combustibili fossili ha  come conseguenza inevitabile l&#8217;uso di tecnologie che siano efficienti  in termini di CO2, nonché l&#8217;adozione di comportamenti volti a  risparmiare energia: a partire proprio dal nostro quotidiano e dalle  nostre case. Ai giovani partecipanti di Rock the Wall viene dunque  richiesto di farsi interpreti di uno dei valori e delle sfide più  importanti dello sviluppo sostenibile, utilizzando il codice  comunicativo del poster pubblicitario.</p>
<p>La giuria sarà  costituita da rappresentanti dell’azienda Rockwool, del mondo  universitario e da personalità eccellenti nel campo dell’architettura,  del design e della tutela dell’ambiente giudicherà i migliori lavori  candidati in base alla loro creatività,  attinenza al tema  e  originalità, assegnando un premio monetario di <strong>€ 2.000 al primo classificato in ciascuna categoria. </strong>La  cerimonia di premiazione avrà luogo ad aprile 2011 a Milano, durante la  Settimana del Design, mentre i migliori elaborati pervenuti (vincitori e  non vincitori) verranno pubblicati sul sito internet del concorso.<strong> </strong></p>
<p>Le iscrizioni devono essere effettuate sul sito <a rel="nofollow" href="http://www.rockthewall.it/" target="_blank">www.rockthewall.it</a> entro e non oltre il <strong>5 marzo 2011</strong>.</p>
<p>Per informazioni: info@rockthewall.it</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Accade Domani: 30 mila euro per il tuo progetto &#8220;green&#8221;</title>
		<link>http://www.sustainabitaly.it/20100925-accade-domani-30-mila-euro-per-il-tuo-progetto-green.html</link>
		<comments>http://www.sustainabitaly.it/20100925-accade-domani-30-mila-euro-per-il-tuo-progetto-green.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 11:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[italia futura]]></category>

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		<description><![CDATA[Accade Domani 2]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Ebbene si, avete letto bene <img src='http://www.sustainabitaly.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>30 mila euro</strong> è la cifra che si aggiudicherà il miglior progetto green proposto per <strong><a title="Accade Domani Concorso" href="http://www.italiafutura.it/gw/producer/producer.aspx?t=/accadedomani/prize.htm" target="_blank">Accade Domani</a></strong>, il concorso lanciato da <strong><a title="Italia Futura blog" href="http://www.italiafutura.it/" target="_blank">Italia Futura</a> </strong>(promossa da Luca Cordero di Montezemolo).</p>
<p><span id="more-303"></span>Al concorso sono ammessi progetti profit e non-profit per le amministrazioni, che abbiano come focus l&#8217;implementazione di tecnologie o di pratiche di sostenibilità ambientale che possano contribuire concretamente al miglioramento della vita della comunità.</p>
<p>Nel caso dei progetti profit, la realizzazione del progetto sarà controllata da Italia Futura, che verificherà gli step di implementazione, e il vincitore del concorso si impegnerà nei confronti dell&#8217;organizzazione destinando l&#8217;1% degli eventuali utili netti per la realizzazione delle future edizioni del concorso.</p>
<p>Invece, per i progetti non-profit  sono previsti due vincitori, e le iniziative saranno rese operative dalla rete dei “<a title="Rete Comuni virtuosi" href="http://www.comunivirtuosi.org/" target="_blank">Comuni virtuosi</a>” e dall’”<a href="http://www.anci.it/index.cfm?IdSez=2560&amp;layout=sezione" target="_blank">Anci giovane</a>”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-304" title="accade_domani" src="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/09/accade_domani.jpg" alt="" width="540" height="288" /></p>
<p>Preparate tutti i documenti di presentazione del vostro progetto  e prendere parte alle selezioni!</p>
<p>Inviate la vostra candidatura entro  <strong>le ore 12.00 del giorno 31 ottobre 2010</strong> e incrociate le dita!</p>
<p>Potreste essere proprio voi a vincere questo premio e a realizzare finalmente quel progetto fantastico che avete in cantiere da tempo!</p>
<p><a title="Accade Domani regolamento" href="http://www.italiafutura.it/dettaglio/110609/regolamento_accade_domani" target="_blank">Qui trovate il regolamento</a> .</p>
<p>In bocca al lupo!! <img src='http://www.sustainabitaly.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		</item>
		<item>
		<title>Alberto Cattaneo : Italia e Green Lobbying</title>
		<link>http://www.sustainabitaly.it/20100508-alberto-cattaneo-italia-e-il-green-lobbying.html</link>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 17:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
ALBERTO CATTANEO &#8211; Cattaneo Zanetto &#38; Co
&#8220;Pubblic Affairs, lobbies e legislazione&#8221;
La chiusura dell&#8217;evento Green Stages è stata dedicata alle attività di lobbying, con una relazione tenuta da Alberto Cattaneo : un ospite che probabilmente avrebbe meritato maggiore spazio, data la crucialità del ruolo della legislazione e delle relazioni istituzionali nelle prospettive di sviluppo del nostro paese.

Alberto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><strong>ALBERTO CATTANEO &#8211; Cattaneo Zanetto &amp; Co</strong></p>
<p><em>&#8220;Pubblic Affairs, lobbies e legislazione&#8221;</em></p>
<p>La chiusura dell&#8217;evento Green Stages è stata dedicata alle attività di lobbying, con una relazione tenuta da Alberto Cattaneo : un ospite che probabilmente avrebbe meritato maggiore spazio, data la crucialità del ruolo della legislazione e delle relazioni istituzionali nelle prospettive di sviluppo del nostro paese.</p>
<p><span id="more-284"></span></p>
<p><strong>Alberto Cattaneo</strong>, fondatore insieme a Paolo Zanetto della <a title="cattaneozanetto" href="http://www.cattaneozanetto.it/" target="_blank">Cattaneo Zanetto &amp; Co</a>,  ha evidenziato i due  approcci attualmente più diffusi relativamente alle aziende che operano nella green economy:</p>
<p>1)  ENVIRONMENT (social issue)</p>
<p>2)   ECONOMY (business issue) richiesta di soldi per convertire le imprese</p>
<p><strong>LOBBYING FOR GREEN ECONOMY</strong></p>
<p>In USA, sono stati spesi 30 MIL di dollari per sostenere le  issues verso il Congresso Statunitense</p>
<p>Un esempio interessante è<strong> <a href="http://www.foeeurope.org/links/green10.htm">GREEN 10 </a>&gt; </strong>fanno lobbying sulle social issues.</p>
<p><a href="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG8671.jpg"></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG8671.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-232" title="CIMG8671" src="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG8671-1024x768.jpg" alt="" width="553" height="415" /></a></p>
<p>Un passo importante è stato la <a href="http://www.unece.org/env/pp/"><strong>Convention of Aarhus</strong></a>, entrata in azione  il 30 ottobre 2001, e mirata a costruire un nuovo quadro normativo di riferimento per l&#8217;accessibilità delle informazioni, la partecipazione pubblica nei processi di decisione, e l&#8217;accesso alla Giustizia relativamente ai problemi ambientali.</p>
<p>Bisogna agire  considerando la connessione tra <strong>Europa + Governo e Ministeri + Regioni</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG8674.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-286" title="CIMG8674" src="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG8674-1024x768.jpg" alt="" width="614" height="461" /></a></p>
<p style="text-align: center;">In Italia esiste un grande conflitto tra centro e periferia, motivo per cui non succede nulla.</p>
<p>Il federalismo complica e rallenta tutto: i partiti politici sono divisi negli interessi, perché, mentre al Nord, la grande concentrazione di imprese che operano a livello industriale richiede una gran quantità di risorse energetiche  (e quindi tendenzialmente sono più favorevoli al nucleare) &#8211; al Sud invece, il fotovoltaico rappresenta un sussidio importante.</p>
<p><strong><span style="color: #99cc00;"><span style="color: #000000;">Bisognerebbe</span> competere per le regole</span></strong> &gt; se le imprese green non si dotano di strumenti e non lavorano per costruire rapporti istituzionali, continueranno a parlare senzza agire.</p>
<p>Se l&#8217;ambientalismo è il <em>non fare</em> e il <em>non distruggere</em>, non è quella la green economy!</p>
<p>Decreti votati ieri sugli incentivi &gt; gli <strong><span style="color: #99cc00;">incentivi</span></strong> sono un ottimo strumento per far avvicinare i consumatri alle nuove tecnologie sostenibili.</p>
<p>La mobilità sostenibile in Italia non esiste &gt; lo sviluppo dell&#8217;auto eletrica deve essere compatibile con il business model dei grandi player del settore energetico.</p>
<p>Il <strong><span style="color: #99cc00;">rinnovabile in Puglia</span></strong> è stato fermato, perchè hanno bloccato le leggi favorevoli alle rinnovabili e alla cogenerazione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG86791.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-285" title="CIMG8679" src="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG86791-1024x768.jpg" alt="" width="553" height="415" /></a></p>
<p><a href="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG8679.jpg"></a></p>
<p><strong>Bolla fotovoltaica</strong> anche in Spagna &gt; il mercato è imploso su se stesso – i produttori di fotovoltaico si sono trovati senza incentivi.</p>
<p>Il conto energia 2010 &gt; al momento tutto fermo</p>
<p><strong><span style="color: #99cc00;">FARE LOBBY</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #99cc00;"><img class="aligncenter size-large wp-image-230" title="CIMG8680" src="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/05/CIMG8680-1024x768.jpg" alt="" width="553" height="415" /></span></strong></p>
<ul>
<li>il primo veicolo è l&#8217;associazione di categoria che può dare informazioni su regolamentazioni e leggi</li>
<li>avere accesso alle informazioni per definire il mio business model e renderlo sostenibile per il futuro</li>
<li>sapere gli standard ecc. ecc.</li>
<li>il capitale relazionale deve rimanere all&#8217;interno dell&#8217;azienda</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Green Stages 2010:Ferdinando Cocucci e la Green Communication</title>
		<link>http://www.sustainabitaly.it/20100508-green-stages-2010ferdinando-cocucci-e-la-green-communication.html</link>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 17:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Ferdinando Cocucci &#8211; Brainwavwe &#8211; AllEvents group
Il giudizio. green communication o greenwashing?
Ferdinando Cocucci è Creative Director di Brainwaves - AllEvents Group, event farm italiana tra le prime ad offrire la possibilità di realizzare eventi &#8220;verdi&#8221;, nuovi format in grado di intervenire sui livelli di impatto ambientale, per intercettare la richiesta di sostenibilità e di innovazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><strong>Ferdinando Cocucci &#8211; Brainwavwe &#8211; AllEvents group</strong></p>
<p><em>Il giudizio. green communication o greenwashing?</em></p>
<p><strong>Ferdinando Cocucci</strong> è Creative Director di <a title="brainwaves" href="http://www.brainwaves.it/" target="_blank"><strong>Brainwaves</strong></a><strong> </strong>- <a title="allevents" href="http://www.all-events.it/" target="_blank">AllEvents Group</a>, event farm italiana tra le prime ad offrire la possibilità di realizzare eventi &#8220;verdi&#8221;, nuovi format in grado di intervenire sui livelli di impatto ambientale, per intercettare la richiesta di sostenibilità e di innovazione da parte delle aziende.</p>
<p><span id="more-281"></span></p>
<p>Molto interessante l&#8217;intervento di Cocucci, che ha condiviso con il pubblico gli esempi di alcune campagne  di <strong>green communication</strong> realizzate da diversi player di mercato, assegnando un giudizio di efficacia e originalità.</p>
<p>Partendo dalla considerazione che l&#8217;<strong>Integrità</strong> sia un valore imprescindibile nel campo della green communication, e che la <strong>USP</strong> (Unique selling Proposition) sia ancora un criterio validissimo ed efficace per lo sviluppo delle campagne pubblicitarie, Cocucci ha evidenziato la presenza di alcuni<strong> <span style="color: #99cc00;">grandi trend</span> </strong>che stanno pervadendo lo sviluppo delle campagne:</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #99cc00;">GREEN TERROR</span></strong></li>
</ul>
<p><strong>Planestupid.com</strong> | &#8220;Polar Bears&#8221;  - Giudizio: ASSURDA&#8230;. KO</p>
<p><span class="youtube">
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=jTND76fnhyM">www.youtube.com/watch?v=jTND76fnhyM</a></p></p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #99cc00;">ALL YOU NEED IS GREEN</span></strong></li>
</ul>
<p><strong>TETRAPAK</strong> &#8211; Werbespot &#8220;Rohstoffe&#8221; &#8211; Giudizio: OK!</p>
<p><span class="youtube">
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=HTgwViVpVDs">www.youtube.com/watch?v=HTgwViVpVDs</a></p></p>
<p><strong>YAMAMAY</strong> = apparentemente greenwashing/cotone bio+ balene (un pò paracula, ma va bene) &#8211; Giudizio: Anche se un pò paracula, meglio  uno step iniziale che segna l&#8217;inizio di un percorso.</p>
<p><strong>HUGGIES</strong> pure &amp; natural &#8211; Giudizio: Paracula (<a href="http://www.greenwashingindex.com/">Greenwashing Index</a> smentisce – solo l&#8217;esterno è naturale, non l&#8217;interno)</p>
<p><strong>SETTORE AUTOMOTIVE</strong> &#8211; Giudizio: borderline – puoi fare tutte le auto ibride che vuoi, ma se la comunicazione promuove uno stile di guida poco green, scadono nel greenwashing.</p>
<p><strong>FRUCTIS GARNIER</strong> &#8211; Giudizio: pubblicità ingannevole</p>
<p><strong>BILLA, </strong>sacchetto della spesa- Giudizio: Paracula</p>
<p><strong>ACQUA SANT&#8217;ANNA</strong>, bottiglia di PLA  – Giudizio: Paracula</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #99cc00;">YES WE CAN  – Tono &#8220;Obamizzato&#8221; </span></strong><span style="color: #99cc00;">(un pò tutte uguali&#8230;)</span></li>
</ul>
<p><strong>CLIMATE JUSTICE</strong></p>
<p><span class="youtube">
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=onb5WwC28Kg">www.youtube.com/watch?v=onb5WwC28Kg</a></p></p>
<p><strong>GENERAL ELECTRIC -WIND ENERGY</strong></p>
<p><span class="youtube">
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=fViObqGvIjM">www.youtube.com/watch?v=fViObqGvIjM</a></p></p>
<p><strong>CREDIT AGRICOLE &#8211; IT&#8217;S TIME FOR GREEN BANKING</strong></p>
<p>Giudizio:<strong> </strong>con Sean Connery !? &gt; ”back to common sense” &#8211; stanno lavorando bene, ma hanno una comunicazione distonica!</p>
<p><span class="youtube">
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ypjKxGCgO8E">www.youtube.com/watch?v=ypjKxGCgO8E</a></p></p>
<p><strong>ENEL SI &#8211; GREEN TEAM:IL PRIMO ENERGY SHOW</strong></p>
<p>Giudizio: E&#8217; tutto vero ma è un pò furba</p>
<p><span class="youtube">
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=WK0-95QXRaI">www.youtube.com/watch?v=WK0-95QXRaI</a></p></p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #99cc00;">YES WE DO (cosa bisognerebbe fare)</span></strong></li>
</ul>
<p>Principi di base per la progettazione della comunicazione potrebbero essere:</p>
<ol>
<li><strong>GREEN IRONY</strong></li>
<li><strong>LESS IS GREEN (USE OLY WHAT YOU NEED)</strong></li>
</ol>
<p><strong><span style="color: #99cc00;">Si può essere creativi quando bisogna essere dichiarativi?</span></strong></p>
<p><strong>EPURON </strong>- Giudizio: Bello!</p>
<p><span class="youtube">
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=6IjUkNmUcHc">www.youtube.com/watch?v=6IjUkNmUcHc</a></p></p>
<p><strong>SKODA</strong> &#8211; Giudizio: Siti internet con spiegazioni per consummare meno + invito ad andare in bicicletta + suggerimenti per adottare nuovi modelli di comportamento e nuovi stili di vita.</p>
<p><span class="youtube">
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=j_DzmKztge8">www.youtube.com/watch?v=j_DzmKztge8</a></p></p>
<p><span class="youtube">
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5VM97nmollc">www.youtube.com/watch?v=5VM97nmollc</a></p></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Earth Day 2010: a Roma il GreenCamp dei giovani!</title>
		<link>http://www.sustainabitaly.it/20100420-earth-day-2010-a-roma-il-greencamp-dei-giovani.html</link>
		<comments>http://www.sustainabitaly.it/20100420-earth-day-2010-a-roma-il-greencamp-dei-giovani.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 13:14:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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		<category><![CDATA[villa ada]]></category>

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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
Il prossimo 22 aprile, milioni di persone, in ben 175 Paesi, festeggeranno la Giornata Mondiale della Terra, con manifestazioni, meeting , eventi di ogni tipo, e soprattutto con la voglia di celebrare la bellezza del pianeta che ci ospita e la sua importanza per la nostra  vita.
L&#8217; Earth Day è un&#8217;occorenza nata nel 1970 negli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.sustainabitaly.it%2F20100420-earth-day-2010-a-roma-il-greencamp-dei-giovani.html"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.sustainabitaly.it%2F20100420-earth-day-2010-a-roma-il-greencamp-dei-giovani.html&amp;source=sustainabitaly&amp;style=normal&amp;service=bit.ly" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p>Il prossimo 22 aprile, milioni di persone, in ben 175 Paesi, festeggeranno la Giornata Mondiale della Terra, con manifestazioni, meeting , eventi di ogni tipo, e soprattutto con la voglia di celebrare la bellezza del pianeta che ci ospita e la sua importanza per la nostra  vita.</p>
<p><a href="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/04/earthday2010.jpg"><img class="size-medium wp-image-211 alignleft" title="earthday2010" src="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/04/earthday2010-300x224.jpg" alt="" width="210" height="157" /></a>L&#8217; Earth Day è un&#8217;occorenza nata nel 1970 negli Stati Uniti dalla volontà di un gruppo universitario di ricercatori ed ecologisti che volevano sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sulla necessità di tutelare e proteggere le risorse naturali a nostra disposizione.</p>
<p>Da allora, per ben 40 anni, continua a ripetersi questa celebrazione, e sembra potersi definitivamente considerare al pari di un rito tradizionale, sia per i popoli occidentali che per quelli orientali.</p>
<p>E quest&#8217;anno  insieme a <a href="http://ideesostenibili.weebly.com" target="_blank">Nicolò Wojewoda</a> abbiamo deciso anche noi di contribuire a questa occasione,  organizzando un GreenCamp dedicato ai temi della Sostenibilità Ambientale.</p>
<p>L&#8217;evento nasce con l&#8217;intenzione di creare un&#8217;occasione di confronto e condivisione tra i giovani che hanno a cuore il futuro dell&#8217;ambiente e soprattutto buone idee in tema di sostenibilità.</p>
<div>
<h3 style="text-align: center;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Il GreenCamp si  terrà a Roma</span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"> </span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">il <strong>22 aprile</strong> 2010, </span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">a partire dalle ore 10:00<br />
</span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong>in via Salaria 403 </strong>(sala riunioni &#8211; Villa Ada) </span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"> </span></h3>
</div>
<div>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span id="more-201"></span><br />
</span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">L&#8217;evento sarà realizzato nella forma di una conferenza aperta (tutti  possono prenotare il loro intervento), </span></p>
</div>
<div>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">ed ha l&#8217;obiettivo di affrontare il tema dello Sviluppo  Sostenibile su 3 dimensioni fondamentali:</span></p>
<p>1) Innovazione Tecnologica</p>
<p>2) Green Lifestyle e politiche  ambientali</p>
<p>3) Comunicazione e Marketing</p>
<p>Durante  l&#8217;evento sarà presentata la prima &#8220;GreenSurvey&#8221; dedicata ai giovani sul  tema dello Sviluppo Sostenibile,<span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"> e curata da <strong>Nicolò Wojewoda </strong>e Sustainab.Italy .</span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong>I  risultati del sondaggio saranno registrati sotto licenza Creative  Commons</strong> <em>(Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5)</em> e condivisi con tutti i partecipanti registrati  all&#8217;evento. </span></p>
</div>
<div>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Inoltre, le opinioni raccolte saranno presentate da  Nicolò Wojewoda durante la prossima riunione </span></p>
</div>
<div>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">della<strong> Commissione per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni  Unite</strong>, che si terrà a New York dal 3 al 14 maggio 2010.</span></p>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"> </span></p>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"> Nicolò è  stato invitato a partecipare ai lavori della Commissione come  rappresentante </span></p>
</div>
<div><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">del gruppo <em>Children &amp; Youth</em> (unico rappresentante  Italiano), e sarà con noi durante il GreenCamp</span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"> per raccontarci la sua esperienza e i suoi obiettivi in  vista della riunione.</span></div>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"> (Per ulteriori informazioni visitate </span><a rel="nofollow" href="http://ideesostenibili.weebly.com/" target="_blank"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">http://</span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">ideesostenibili.weebly.com/</span></a><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"> )</span></p>
<h3><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"> </span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong> </strong><strong> </strong><br />
***<br />
</span></h3>
<h3><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="color: #99cc00;"><em><strong>Agenda </strong></em></span>(scheduling provvisorio)</span></h3>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">10 AM:  Registrazione dei Partecipanti </span></p>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">10:30 AM : Apertura GreenCamp 2010 </span></p>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">10:40   &#8211; 13:00 AM : Speech dei Partecipanti</span></p>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"> 13:00 &#8211; 14:00 AM : Lunch Time</span></p>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">14:00 &#8211; 16:00 : Plenaria di chiusura  lavori</span></p>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">***</span></p>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Il GreenCamp 2010 non ha sponsor. </span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Il nostro evento ha l&#8217;unico  obiettivo del confronto e del networking tra persone interessate al tema della Sostenibilità.</span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"> </span></p>
<h3><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><br />
***</span></h3>
<p><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Per iscriversi al  GreenCamp &#8211;&gt; </span><a rel="nofollow" href="http://barcamp.org/GreenCamp-Roma-2010" target="_blank"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">http://barcamp.org/</span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">GreenCamp-Roma-2010</span></a></p>
<div><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Potete segnalare la vostra  partecipazione anche su </span>Facebook</p>
<div><a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=110225805677430" target="_blank"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">http://www.facebook.com/</span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">event.php?eid=110225805677430</span></a></div>
</div>
<div><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">***</span></div>
<div>Per chi di voi non potrà partecipare fisicamente, vorremmo comunque   valorizzare il vostro interesse, e insieme a tutti i GreenCampers  condivideremo e discuteremo i temi che ci sottoporrete.</div>
<div>E&#8217; possibile postare i temi di vostro interesse sui nostri tre canali:</p>
<p><strong>Event  Page</strong>:<a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;781e3&quot;, event)" rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=110225805677430" target="_blank">http://www.facebook.com/event.php?eid=110225805677430</a></p>
<p><strong>Fan Page</strong>:<a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;781e3&quot;, event)" rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/home.php?#%21/pages/GreenCamp-2010-Roma/113052502050771" target="_blank">http://www.facebook.com/home.php?#!/pages/GreenCamp-2010-Roma/113052502050771</a></p>
<p><strong>Official  Page:</strong><a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;781e3&quot;,  event)" rel="nofollow" href="http://barcamp.org/GreenCamp-Roma-2010" target="_blank">http://barcamp.org/GreenCamp-Roma-2010</a></p>
<p>Le vostre  proposte saranno citate e discusse durante il GreenCamp!!</p>
</div>
<div>Redigeremo  anche un <strong>Report Ufficiale del GreenCamp</strong> in cui  saranno indicati tutti  gli interventi realizzati, e gli esiti delle  discussioni avviate nelle  sessioni di confronto.<br />
Il report verrà condiviso con tutti i  partecipanti e con chi avrà  segnalato i temi di discussione.</div>
<div>Purtroppo  non avremo una connessione internet tale da poter gestire una diretta  streaming (ci sarebbe piaciuto tantissimo!!), ma ci sarà un live  twitting  su <span style="color: #99cc00;"><strong><a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;781e3&quot;,  event)" rel="nofollow" href="https://twitter.com/GreenCampRoma" target="_blank">https://twitter.com/GreenCampRoma</a></strong></span></div>
<div>Per intervenire -&gt;  hashtag: <strong>#GCR2010</strong></div>
<div>***</div>
<div>E la giornata prosegue all&#8217;insegna della Sostenibilità Ambientale  con gli  amici di<strong> <a href="http://www.suitecasemagazine.com" target="_blank">SuitecaseMagazine</a></strong>, presso l&#8217;Antù Facciamo Eco<br />
con<br />
<strong>Scart  Attack  e l&#8217;aperitivo biologico a Km Zero</strong><br />
a partire dalle ore 18:00<br />
in  via Libetta 15/c (Ostiense)<br />
<a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;781e3&quot;, event)" rel="nofollow" href="http://www.suitecasemagazine.com/" target="_blank">http://www.suitecasemagazine.com</a></div>
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		</item>
		<item>
		<title>La Mappa dei Comuni italiani con certificazione EMAS</title>
		<link>http://www.sustainabitaly.it/20100406-ecco-la-nostra-mappa-dei-comuni-italiani-con-certificazione-emas.html</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 22:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
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		<category><![CDATA[umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
Grazie ai dati forniti da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca Ambientale) sono riuscita a ricostruire una mappa dei comuni italiani che hanno ottenuto &#8211; ad oggi &#8211; la registrazione EMAS (ovvero Eco-Management and Audit Scheme).
Questo strumento, creato con il regolamento n. 1836/93 del 29 giugno del 1993, è una certificazione volontaria che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.sustainabitaly.it%2F20100406-ecco-la-nostra-mappa-dei-comuni-italiani-con-certificazione-emas.html"><br />
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.sustainabitaly.it%2F20100406-ecco-la-nostra-mappa-dei-comuni-italiani-con-certificazione-emas.html&amp;source=sustainabitaly&amp;style=normal&amp;service=bit.ly" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p>Grazie ai dati forniti da <a href="http://www.isprambiente.it/site/it-IT/" target="_blank"><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;"><strong><span style="color: #008000;">ISPRA</span></strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;"><strong><span style="color: #008000;"> </span></strong></span></span></a>(Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca Ambientale) sono riuscita a ricostruire una mappa dei comuni italiani che hanno ottenuto &#8211; ad oggi &#8211; la <strong>registrazione EMAS</strong> (ovvero Eco-Management and Audit Scheme).</p>
<p>Questo strumento, creato con il regolamento n. 1836/93 del 29 giugno del 1993, è una certificazione volontaria che fa acquisire una «dichiarazione di partecipazione al sistema» agli enti e le imprese che la ottengono.</p>
<p><span id="more-176"></span>Ma vediamo più da vicino qual&#8217;è la situazione italiana relativa agli enti pubblici, e in questo caso, dei comuni.</p>
<p>Vi rivelo subito che l&#8217;analisi non mi ha entusiasmato perché, come vedremo, l&#8217;attuale indice di diffusione delle certificazioni EMAS sulla base del totale dei comuni delle singole regioni è ancora molto basso.</p>
<p>Le migliori performance italiane sono state conseguite &#8211; fino ad oggi &#8211; dal <strong>Trentino Alto Adige</strong>, con 53 comuni certificati su un totale di 339 comuni(pari al 15,6% ). A questa regione, molto sensibile e attenta, segue l&#8217;<strong>Umbria</strong>, con il 7,6% di comuni certificati (solo 7 su 92); e poi la <strong>Toscana</strong> con il 7,3% di comuni virtuosi (21 su un totale di 287 comuni).</p>
<p>Come potete notare, il podio è condiviso da queste tre regioni con un enorme stacco rispetto al Trentino che &#8211; lasciatemelo dire &#8211;   conquista tutto il mio rispetto (anche se quasi non avevo dubbi sulla loro quota di sostenibilità).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/04/grafico_emas.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-177" title="grafico_emas_comuni_italiani" src="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/04/grafico_emas.jpg" alt="emas comuni italiani" width="590" height="554" /></a></p>
<p style="text-align: left;">A seguire, con risultati via via sempre più bassi, abbiamo il Friuli Venezia Giulia con il 6,8% dei comuni certificati (15 su un totale di 218), l&#8217;Emilia Romagna con il 6,1 % (21 comuni su 341), la Liguria con il 4,2% (10 comuni su 235) ed il Veneto con il 3,4% (20 comuni su 581).</p>
<p style="text-align: left;">Il picco di performance negative  viene raggiunto dalle regioni del mezzogiorno: Campania (0 comuni su 551), Basilicata (0 comuni su 131), Puglia ( nessun comune su 255), Calabria (0 su 551 comuni) , Sicilia (o su 390), Sardegna (o su 377 comuni) che non hanno nessun comune certificato EMAS.</p>
<p style="text-align: left;">A queste regioni si aggiungono la Valle d&#8217;Aosta e il Molise, anch&#8217;esse con un triste dato di &#8220;zero&#8221; comuni certificati.</p>
<p style="text-align: left;">Per consultare il report (con dettaglio dei comuni certificati) che ho realizzato attraverso i dati Ispra, cliccate qui e scaricate il pdf&#8211;&gt;<span style="color: #008000;"><span style="text-decoration: underline;"> </span></span><span style="color: #008000;"><strong><span style="color: #008000;"><span style="text-decoration: underline;">C</span></span></strong></span><span style="color: #008000;"><strong><a href="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/04/comuni_emas1.pdf"><span style="color: #008000;">omuni_emas</span></a><span style="color: #008000;"><span style="text-decoration: underline;">.pdf</span></span></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">E&#8217; doveroso  sottolineare che ai comuni pubblicati sul sito dell&#8217;ISPRA possono essersi aggiunti altri comuni &#8211; tra quelli che hanno avviato il processo di conversione e certificazione, e quelli che l&#8217;hanno già ottenuta e stanno per essere pubblicati &#8211; ma sarà mio dovere fare un aggiornamento costante di questo database (quello in pdf).</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">Si consideri inoltre che, soprattutto a partire dal 2009, il numero di richieste di certificazione è aumentato notevolmente rispetto agli anni precedenti, e alcuni istituti di ricerca stimano che il trend continuerà a crescere in modo costante nei prossimi anni.</span></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;"><strong>P.S.</strong> Per chi di voi desiderasse il file Comuni_emas.pdf  in versione <span style="color: #008000;">.xls</span>, può contattarmi via mail (sustainabitaly@gmail.com). Condivido volentieri il mio lavoro con voi, soprattutto se avete voglia di migliorare i dati riportati <img src='http://www.sustainabitaly.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </span></span></p>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		<title>A Milano per &#8220;Fa la cosa giusta&#8221;: il consumo critico rivela i suoi volti &#8220;italiani&#8221;.</title>
		<link>http://www.sustainabitaly.it/20100319-a-milano-per-fa-la-cosa-giusta-il-consumo-critico-rivela-i-suoi-volti-italiani.html</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 12:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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 Sustainab.Italy a Milano per sbirciare tra gli stand di &#8220;Fà la cosa giusta&#8221; &#8211; alla ricerca di iniziative originali e imprese meritevoli.
Sabato 13 marzo 2010: partenza ore 6:15 a.m. da Roma Termini. Arrivo in una Milano soleggiata, dove sembra che la città sorrida ai visitatori provenienti da tutta Italia per condividere la loro sensibilità green. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p><strong><em> Sustainab.Italy a Milano per sbirciare tra gli stand di &#8220;Fà la cosa giusta&#8221; &#8211; alla ricerca di iniziative originali e imprese meritevoli</em></strong>.</p>
<p>Sabato 13 marzo 2010: partenza ore 6:15 a.m. da Roma Termini. Arrivo in una Milano soleggiata, dove sembra che la città sorrida ai visitatori provenienti da tutta Italia per condividere la loro sensibilità green. La fiera è un via vai di persone che si aggirano entusiaste nei corridoi e tra gli stand, curiosi di conoscere le novità del settore e di raccogliere informazioni per orientare le loro scelte future.</p>
<p><span id="more-157"></span></p>
<p>Organizzata in 12 aree, la fiera ha abbracciato un ampio raggio di iniziative, associazioni e imprese <strong><em> </em></strong>che lavorano con serietà verso la costruzione di un sistema economico e sociale eco-sostenibile :</p>
<p><strong>1 Critical Fashion</strong> &#8211; una finestra sul trend della moda &#8220;critica&#8221; che sta fiorendo in Italia. Ha ospitato tantissimi espositori del made in Italy nel Borgo delle Botteghe (belle le creazioni di <a href="http://www.cairadesign.com" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Caira Design</span></em></a>), abiti fair trade (anche da sposa! come quelli dell&#8217;<a href="http://www.orlodelmondo.net/" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Orlo del Mondo</span></em></a>), i gioielli di carta di <a href="http://www.gioiellidicarta.blogspot.com" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Liliana Broussard e Cristina Barcellari</span></em></a>, le borse di <a href="http://www.pivvicci.it/" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Pivviccì</span></em></a> e di <a href="http://www.garagelab.it" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">GarageLab</span></em></a><em> </em>ottenute dal riciclo dei banner in pvc, quelle realizzate con le cinture di sicurezza (bellissime! firmate <a href="http://www.959.it/" target="_blank"><strong><em><span style="color: #008000;">959</span></em></strong></a> ) di e le torinesi di <a href="http://www.mnmur.com" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Mnmur</span></em></a> realizzate con le camere d&#8217;aria delle biciclette. Inoltre le calzature animalfree di<a href="http://www.camminaleggero.com/" target="_blank"> <em><span style="color: #339966;">Camminaleggero</span></em></a> e quelle in pelle a concia vegetale di <a href="http://www.altrescarpe.it" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Altrescarpe Bioworld</span> </em></a>.  Molto bello anche lo stand con le opere dei giovani talenti del <a href="http://www.naba.it/" target="_blank"><em>Naba</em></a> di Milano. Simbolico e incoraggiante, anche l&#8217;allestimento della mostra &#8216;EcoChic Milan&#8217; (con opere di stilisti di alta moda come Diane von Furstenberg e Ivanna Basilotta). Erano davvero numerosi gli operatori del settore e chiedo scusa se non li elenco tutti, anche se meritano  - al pari degli altri &#8211; citazioni e complimenti per il loro operato!  ;</p>
<p><strong>2 Abitare sostenibile </strong>- molto interessanti alcuni progetti di cohousing come<em> </em><a href="http://www.terracielo.biz/index.php" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">TerraCielo</span></em></a>; la progettazione di edifici autosufficienti di <em><a href="http://www.ecosapiens.it" target="_blank"><span style="color: #339966;">Ecosapiens</span></a> ,</em> il progetto<em> <a href="http://www.casakyoto.eu/news.htm" target="_blank"><span style="color: #339966;">CasaKyoto</span></a> </em>per la riqualificazione delle abitazioni in 10 mosse, e le numerose imprese che effettuano la progettazione e l&#8217;installazione di impianti da fonti rinnovabili;</p>
<p><strong>3 Commercio equo e solidale</strong> &#8211; con realtà rappresentative come l&#8217;<a href="http://www.caffezapatista.it" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Ass. Ya Basta!</span></em></a>, la <a href="http://www.chicomendes.it" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Chico Mendes Altromercato</span></em></a> , la marchigiana<em> </em><a href="http://www.mondosolidale.it" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">MondoSolidale</span></em></a><em><span style="color: #339966;"> </span></em>e tante altre;</p>
<p><strong>4 Eco Prodotti &#8211; </strong>dalla cosmesi totalmente bio e a regola d&#8217;arte di <em><a href="http://www.bioearth.it/" target="_blank"><span style="color: #339966;">Bioearth</span></a> ,</em> <a href="http://www.bergila.com" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Bergila</span></em></a> e <a href="http://http://www.daymonsnaturalerbe.it/index.php" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Daymons NaturalErbe</span></em></a>, ai cuscini di<em> </em><a href="http://www.farro-relax.it" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Farro</span></em></a>, ai prodotti in canapa di <span style="color: #339966;"> </span><a href="http://www.incanapa.com" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">InCanapa</span></em></a>,  all&#8217;ufficio di <a href="http://www.ecoffice.it" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Ecoffic</span><span style="color: #339966;">e</span></em></a>;</p>
<p><strong>5 Editoria Indipendente e di progetto &#8211; </strong>tantissimi progetti interessanti che contribuiscono a sensibilizzare il pubblico sui temi della sostenibilità ambientale, in modo trasparente e serio come fà da anni<em><span style="color: #339966;"> </span></em><a href="http://www.educazionesostenibile.it" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Eco,l&#8217;Educazione sostenibile</span></em> </a>, o  <a href="http://libri.terre.it" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Terre di Mezzo</span></em></a> (partner della fiera), <a href="http://www.altraeconomia.it" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Altreconomia</span></em></a><span style="color: #339966;"> </span>e  <a href="http://www.valori.it/italian/index.php" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Valori</span></em> </a>(il mensile promosso anche da Banca Etica) e fresco come fa <em><a href="http://www.greenme.it" target="_blank"><span style="color: #339966;">GreenMe</span></a>. </em>E ancora progetti editoriali che sfociano in e-commerce come<em> <span style="color: #339966;"><span style="color: #339966;"><a href="http://yeslife.it" target="_blank"><span style="color: #339966;">YesLife</span></a>.</span></span></em></p>
<p><strong>6 Mangia come parli &#8211; </strong>le imprese del biologico che offrono prodotti certificati e di alta qualità sulle tavole degli italiani. Tra i numerosi stand, mi hanno colpito particolarmente lo spazio <span style="color: #008000;"><a href="http://www.aiab.it" target="_blank"><span style="color: #008000;">Aiab</span></a></span><span style="color: #008000;"> </span>(con i suoi consociati) , lo spazio <a href="http://www.demeter.it/site.asp?idSito=1&amp;idLingua=2&amp;idPagina=3" target="_blank"><span style="color: #008000;">Demeter </span></a>(ente certificatore per i prodotti biodinamici, ispirato al <a href="http://www.rudolfsteiner.it/biodinamica/agricoltura/index.html" target="_blank"><em>metodo di Rudolf Steiner</em></a>) e &#8211; tra le poche rappresentanze del sud &#8211; lo spazio <a href="http://www.siqillyah.it/" target="_blank"><span style="color: #008000;">Siqillya&#8217;h</span></a>,  consorzio siciliano promotore delle realtà locali che si occupano di artigianato, agricoltura biologica, turismo sostenibile.</p>
<h3><strong>Nella seconda parte del post troverete:</strong></h3>
<p><strong>7 Monelli ribelli -</strong> a breve dettagli</p>
<p><strong>8 Pace e partecipazione  - </strong>a breve dettagli</p>
<p><strong>9 Servizi Sostenibili per le imprese -</strong> a breve dettagli</p>
<p><strong>10 Sprigioniamoci &#8211; </strong>a breve dettagli</p>
<p><strong>11 Turismo sostenibile -</strong> a breve dettagli</p>
<p><strong>12 Viaggiare leggeri </strong>- a breve dettagli</p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Mi scuso per aver riportato solo una selezione dei tantissimi espositori presenti in fiera, ma sono sicura che attraverso <a href="http://www.falacosagiusta.org/milano/area-espositori/catalogo-espositori/" target="_blank"><strong><em>il catalogo completo</em></strong></a><strong><em> </em></strong>realizzato da &#8220;Fà la cosa giusta&#8221;, li potrete rintracciare tutti! <img src='http://www.sustainabitaly.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </span></strong></p>
<p>Oltre gli espositori, anche  4 interessanti laboratori: l&#8217;aula sostenibile realizzata da <a href="http://www.openlabs.it/" target="_blank"><span style="color: #339966;"><span style="color: #339966;"><em>Openlab</em></span></span><span style="color: #339966;"><em>s</em></span></a> e <a href="http://www.rigeneriamoci.com/" target="_blank"><em><span style="color: #339966;">Rigeneriamoci</span></em></a> con hardware rigenerati e software sostenibili, il laboratorio curato dallo stand dei GAS di Milano, dove scoprire le differenze tra i pani di tutto il mondo e veder nascere il vero Bitto lombardo; quello dedicato alla semina di piante e fiori realizzato da Civiltà Contadina e Orti in Conca; e infine il laboratorio della carta, organizzato dalla cooperativa Altracittà di Padova, per imparare a realizzare libri in carta riciclata!</p>
<p>Inoltre, 5 punti ristorazione davvero buoni! Ho apprezzato molto la cucina vegetariana della cooperativa <a href="http://www.olinda.org/2005/olinda.htm" target="_blank"><span style="color: #339966;">Fabbrica di Olinda</span></a>, e tutti i catering erano chiaramente a base di prodotti biologici e a km zero, offrivano anche cucina vegana, acqua gratis, e volendo anche birra artigianale bio <img src='http://www.sustainabitaly.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  Cosa volere di più? Anche i piatti e le stoviglie utilizzati venivano naturalmente smaltiti in modo differenziato.</p>
<p>Ed infine, per confermare l&#8217;efficienza dell&#8217;organizzazione c&#8217;erano anche spazi relax allestiti con arredi di design ecologico, e uno spazio per far divertire i bambini come la piazza &#8220;Monelli Ribelli&#8221;, animata dall&#8217;<a href="http://www.puntozero.info/" target="_blank"><em><span style="color: #ff9900;">Associazione Puntozero Teatro</span></em></a> e dalla <span style="color: #ff9900;"><a href="http://www.ginochabod.altervista.org/falegnameria/" target="_blank"><span style="color: #ff9900;"><em>Falegnameria per Bambini </em></span></a></span>di Gino Chabod .</p>
<h3>Possibile sia tutto perfetto?</h3>
<p>A momenti sembra di essere in un&#8217;isola felice, in cui tutti sono consapevoli di dover contribuire con il loro stile di vita per migliorare l&#8217;ambiente in cui vivono e che lasceranno alle generazioni future. Intorno a me tanti eco-addicted: c&#8217;è chi acquista gli eco-jeans di Lifegate, c&#8217;è chi cerca informazioni sulla casa dei suoi sogni (come TerraCielo, il progetto di cohousing a impatto zero di Rodano, vicino Milano), c&#8217;è chi si confronta in Piazza Kuminda per capire come si costituisce un GAS (gruppo di acquisto solidale), c&#8217;è chi vuole scoprire i green jobs, chi vuole dettagli sullo scooter a zero emissioni, e chi degusta i prodotti biologici presentati dalle tante imprese agricole ospiti della fiera. Ma devo dire che la calca che si fermava tra gli stand della sezione &#8220;critical fashion&#8221; è stata impareggiabile! Sarà perchè siamo a Milano, sarà perchè gli italiani sono designer  d&#8217;eccellenza&#8230;ma la curiosità dei visitatori per abiti, gioielli ed accessori ecologici credo abbia dato grande soddisfazione agli espositori presenti!</p>
<p>Unica pecca &#8211; a mio parere: la maggior parte degli espositori presenti provengono da Lombardia,Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Liguria e Toscana. Mi chiedo perché ci sia stata scarsa partecipazione da parte delle regioni del centro e sud Italia (a pochissimi casi). Problemi di distanza? scarso coinvolgimento? Voi cosa ne pensate?  Spero sinceramente che la prossima edizione di &#8220;Fà la cosa giusta&#8221; possa essere uno spazio più rappresentativo per tutte le realtà italiane &#8211; da nord a sud, est ed ovest &#8211; per dimostrare anche ai cittadini, che l&#8217;intero Paese si sta muovendo in modo coerente e sinergico per affrontare le sfide della sostenibilità.</p>
<h3>Fotoreportage della Fiera</h3>
<p>Potete trovare tutte le foto scattate in fiera tra gli stand sulla pagina Facebook di <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=100000787727820" target="_blank"><strong><span style="color: #00ff00;">Sustainab.Italy</span></strong></a></p>
<p><span style="color: #000000;">o un piccolo assaggio qui</span></p>
<p><object id="vp1iacEA" width="432" height="240" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000"><param name="movie" value="http://static.animoto.com/swf/w.swf?w=swf/vp1&#038;e=1269009940&#038;f=iacEAuOxKQm3RM4HsHajJw&#038;d=32&#038;m=b&#038;r=w&#038;i=m&#038;options="></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed id="vp1iacEA" src="http://static.animoto.com/swf/w.swf?w=swf/vp1&#038;e=1269009940&#038;f=iacEAuOxKQm3RM4HsHajJw&#038;d=32&#038;m=b&#038;r=w&#038;i=m&#038;options=" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="432" height="240"></embed></object>
<p>Create your own <a href="http://animoto.com">video slideshow</a> at animoto.com.</p>
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		<title>La ricerca ISPO rivela le attitudini &#8220;green&#8221; degli italiani.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 17:05:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Contrariamente a quanto argomentano alcune voci, in merito ad una bolla speculativa ecologica simile a quella determinata dalla “New Economy”, numerose fonti statistiche supportano oggi il processo di affermazione della Green Economy, confermando i fenomeni emergenti dal mercato.
Innanzitutto viene documentata la domanda di beni e servizi ecosostenibili (tendenza presente anche nei paesi del BRIC) , [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Contrariamente a quanto argomentano alcune voci, in merito ad una bolla speculativa ecologica simile a quella determinata dalla “New Economy”, numerose fonti statistiche supportano oggi il processo di affermazione della Green Economy, confermando i fenomeni emergenti dal mercato.</p>
<p><strong>Innanzitutto viene documentata</strong><strong> la domanda di beni e servizi ecosostenibili </strong>(tendenza presente anche nei paesi del BRIC) , tra cui la generazione di energia “pulita” basata sulle tecnologie rinnovabili, in sostituzione di quella basata sui combustibili fossili, e il risparmio energetico che scaturisce dal miglioramento dell’efficienza. Ma tocca anche settori tradizionali come la produzione di automobili, con la riduzione nelle emissioni di CO2, l’introduzione di combustibili alternativi come il metano, in cui l’Italia è leader mondiale, la ricerca sull’idrogeno e  la diffusione di  auto elettriche.<span id="more-86"></span></p>
<p>A tal proposito, la ricerca dell&#8217;istituto Ispo<a href="#_ftn1"><strong>[1]</strong></a> , pubblicata a settembre 2009 e condotta su un campione rappresentativo di 800 persone, indica in maniera chiara l’accresciuto livello di sensibilità ambientale tra i cittadini italiani. Dalla ricerca emerge che l&#8217;86% del campione intervistato afferma di utilizzare a casa prodotti ecologici &#8211; come lampade a basso consumo &#8211; e adottare comportamenti sostenibili – come spegnere le luci, evitare di lasciare scorrere l&#8217;acqua e non eccedere con i riscaldamenti.</p>
<p><a href="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/03/ispo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-87" title="ispo_ricerca" src="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/03/ispo.jpg" alt="report_ispo_2009" width="555" height="400" /></a></p>
<p>Il report  afferma che  la percentuale dei virtuosi scende al 50% quando si tratta di spostamenti urbani a corto raggio, dove l&#8217;auto resta preferita, anche se il 60% cerca anche di guidare ecologico. Italiani attenti all&#8217;ambiente, poi, anche quando si parla di shopping: Oltre il 50% degli intervistati dichiara di voler conoscere le modalità di produzione dei beni e di preferire prodotti ecologici, soprattutto nel settore dell&#8217;automobile, dove l&#8217;86% afferma di &#8220;voler tenere in considerazione&#8221; gli aspetti legati all&#8217;ambiente.  I giovani e i laureati sono i più consapevoli del ruolo e della funzione della formazione, ma ben nove italiani su dieci (92% degli intervistati) ritengono necessario integrare economia con ambiente, soprattutto investendo nelle tecnologie. L’ecologia viene quindi percepita come un valore proprio del vissuto comune. C’è una sensibilità già spiccata su cui lavorare ma molto resta ancora da fare. E soprattutto bisogna lavorare per far sì che le scelte eco-compatibili siano sempre più compatibili sia con i bilanci aziendali che non quelli familiari.</p>
<hr size="1" /><a href="#_ftnref">[1]</a>E’ possibile consultare online il report della ricerca  “La green economy e gli italiani” condotta da ISPO: <a href="http://www.greenvalue.it/public/estratto_green_economy.pdf">http://www.greenvalue.it/public/estratto_green_economy.pdf</a></p>
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		<title>Definire la Green Economy</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 13:13:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Chi opera nel settore della sostenibilità ambientale è ben cosciente di quali siano le caratteristiche del trend della “Green-Economy”, ma i neofiti probabilmente avranno avuto qualche difficoltà nell&#8217;identificare il fenomeno entro griglie di analisi univoche. Ecco perché ritengo necessaria una definizione preliminare della Green economy, che possa chiarirne i confini e le sfaccettature.
Con il termine [...]]]></description>
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			</a>
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<p>Chi opera nel settore della sostenibilità ambientale è ben cosciente di quali siano le caratteristiche del trend della “Green-Economy”, ma i neofiti probabilmente avranno avuto qualche difficoltà nell&#8217;identificare il fenomeno entro griglie di analisi univoche. Ecco perché ritengo necessaria una definizione preliminare della Green economy, che possa chiarirne i confini e le sfaccettature.<br />
Con il termine <em>&#8220;green economy</em>&#8221; ci si riferisce ad un paradigma manageriale e commerciale che privilegia l’impatto ambientale come indicatore imprescindibile della genuinità delle operazioni messe in atto da imprese ed organizzazioni. L’ambiente però non è l’unica piattaforma con cui bisogna confrontarsi. Certamente cresce la necessità di rendere l’economia più armonica con l’ecosistema, ma farlo comporta una meravigliosa creatività, conoscenza specialistica, e l’allargamento della partecipazione di tutti gli individui. I comportamenti umani e I lavoratori non possono essere ancora ingranaggi del meccanismo dell’accumulazione, sia che esso sia capitalista o socialista. Lo sviluppo sostenibile richiede anche un progresso culturale e l’estensione della democrazia, perché le trasformazioni sociali ed economiche sono fenomeni strettamente correlati.</p>
<p><span id="more-57"></span><br />
La Green economy enfatizza la creazione di alternative positive in tutti i settori dell’economia e della vita.<br />
Il settore pubblico e privato devono essere trasformati in modo tale da consentire &#8211; da un lato &#8211; al mercato di esprimere valori sociali ed ecologici -e dall&#8217;altro- che lo Stato incominci ad avvicinarsi ai network di innovazione creata dal basso delle community (locali o virtuali).</p>
<p><a href="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/03/money2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-78" title="money" src="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/03/money2.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>La Green Economy non è una delle scelte possibili, ma è l&#8217;unico modello praticabile per lo sviluppo dei prossimi venti anni. Puntare sulla Green Economy è un imperativo condiviso a tutti i livelli, è un dato di fatto non un argomento su cui scontrarsi, è una priorità di tutti. Qualunque sia il paradigma economico che si vuole adottare, l’economia ecologica è una prerogativa che non prescinde dall’industria, nonostante ne riconosca i danni fatti nel passato e nel presente. La Green Economy quindi non è la fine dell’industria, bensì un cammino di riconversione che conduce alla sostenibilità ambientale e sociale dell’industria.</p>
<p>Esempi degli orientamenti politici italiani , sono gli incentivi alla rottamazione delle auto, finalizzati alla diminuzione dei consumi e delle emissioni di CO2, oppure gli incentivi alla produzione di energia elettrica da fonti alternative già esistenti da tempo nel nostro Paese. Oppure, ancora, lo sforzo che è in corso da alcuni anni nelle pubbliche amministrazioni affinché si proceda ad acquisti eco-compatibili (il cosiddetto “green procurement”).<br />
Il sogno verde che sta attraversando l’economia mondiale fiaccata dalla recessione, insomma, non è un’ipotesi ma una realtà che genera profitti. Tutti, quindi, dobbiamo lavorare per far crescere reddito e occupazione grazie all’energia pulita e dalla conversione industriale.</p>
<p>La Comunità Europea orienta e dirige questa conversione attraverso numerosissime direttive e programmi speciali, partendo dalle ECOLABEL, all’EMAS , agli incentivi fiscali e tutte le misure di sanzione per i paesi che non lavorano adeguatamente per il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto .<br />
I contenuti del Protocollo di Kyoto, sono infatti intesi a modificare il comportamento delle industrie che inquinano, ma è anche opinione largamente condivisa, che attraverso il modello del <a href="http://unfccc.int/kyoto_protocol/mechanisms/emissions_trading/items/2731.php ">carbon emission trading </a>il protocollo fornisca una scappatoia per continuare ad inquinare, pagando una tassa, senza affrontare il problema reale sottostante, ovvero la necessità di un reale e duraturo cambiamento dei comportamenti che provocano l’inquinamento.</p>
<p>Ecco dunque la necessità dell&#8217;adozione di processi sostenibili da parte delle imprese, quali cardine centrale delle loro strategie di business, in modo tale da contemplare anche il raggiungimento di vantaggi commerciali, che bilancino di gran lunga i costi sostenuti per implementarli.</p>
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		<title>Le tappe storiche della coscienza ambientalista</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 19:38:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Temi come le energie rinnovabili, i prodotti eco-compatibili e l’eco-sostenibilità del sistema produttivo, che al giorno d’oggi occupano l’agenda dei media, fino a qualche anno fa erano preoccupazioni di pochi idealisti e sognatori riuniti nella lotta per la difesa dell’ambiente.
La coscienza ambientalista ha seguito uno sviluppo costante negli ultimi 50 anni,e  seppur con un andamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><strong>Temi come le energie rinnovabili, i prodotti eco-compatibili e l’eco-sostenibilità del sistema produttivo, che al giorno d’oggi occupano l’agenda dei media, fino a qualche anno fa erano preoccupazioni di pochi idealisti e sognatori riuniti nella lotta per la difesa dell’ambiente.</strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">La coscienza ambientalista ha seguito uno sviluppo costante negli ultimi 50 anni,e  seppur con un andamento tortuoso, fatto di scandali e di flop di mercato,  è sempre stata supportata dall&#8217;evidenza dei fatti, e soprattutto  dalle accurate analisi della comunità scientifica internazionale.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;"><span id="more-17"></span><br />
</span></strong></p>
<p><strong>ANNI &#8216;60</strong></p>
<p>Già durante gli anni ‘60 e ‘70 diversi lavori contribuirono ad allargare il dibattito sulle tematiche di sostenibilità, sia offrendo nuovi impianti teorici per l’analisi che divulgando idee e proposte all’opinione pubblica internazionale.<br />
Nel 1962 Rachel Carson pubblicò il libro “Silent Spring ”, che criticava l’uso indiscriminato di pesticidi, e destò notevoli polemiche ma anche molto interesse fra la gente comune, stimolando il dibattito sulla necessità non più posticipabile per una legislazione &#8211; fino ad allora inesistente &#8211; orientata alla tutela dell’ambiente.<br />
Il contributo che accademici, artisti, e più di tutti, i movimenti non governativi hanno dato allo sviluppo di una cultura ambientalista e pro-sostenibilità è indiscusso.</p>
<p><strong>ANNI &#8216;70</strong></p>
<p>Sappiamo che i primi movimenti ambientalisti cominciarono ad organizzarsi politicamente negli anni settanta . Il primo Partito Verde della storia nacque in Australia nel 1972, mentre in Europa il primo Partito ambientalista fu fondato in Gran Bretagna nel 1973 (dapprima denominato People, poi Ecology Party ed infine Green Party).</p>
<p>La percezione del problema diventò poi comune con la crisi petrolifera. Il problema della sostenibilità ambientale entrò ufficialmente nell’agenda internazionale nel 1972, quando le Nazioni Unite promossero  la Conferenza ONU sull’ambiente umano, conosciuta anche come conferenza di Stoccolma, grazie alla quale iniziò il processo di creazione dell’UNEP (United Nations Environmental Programme.</p>
<p><strong>ANNI &#8216;80</strong></p>
<p>L’espressione sviluppo sostenibile diventa popolare negli anni ’80 ma le problematiche a cui essa si riferisce erano diventate argomento di discussione già vent’anni prima. E’ infatti, come visto nel precede4nte paragrafo, negli anni ’60 che alcuni problemi ambientali assumono dimensioni tali da provocare forti reazioni dell’opinione pubblica mondiale e la creazione di movimenti ambientalisti, che propongono una radicale revisione del paradigma della crescita .</p>
<p>Il colore più usato dagli ambientalisti è il verde, che fu utilizzato dai “Grünen” il partito dei verdi, nato in Germania negli anni ottanta.<br />
In Italia il partito dei verdi fece la sua comparsa nel 1985 trasformandosi, dopo varie vicissitudini, in federazione dei verdi, pur senza potersi dire effettivamente rappresentante delle associazioni ambientaliste.<br />
Nel 1986 si formò poi<strong> Greenpeace Italia</strong> , impegnata nell’intervento diretto e nelle manifestazioni ad effetto, che tenta di sfruttare le tecniche di opinion making e di guerriglia non violenta più avanzate ai fini della promozione della coscienza ambientale e di intervento in casi di necessità. Da menzionare ancora il fatto che, a partire dal 1978, vennero fondate anche associazioni ecologiste di destra: i Gruppi di Ricerca Ecologica, espressione del MSI, e poi nel 1987 Fare Verde e Azione Ecologica, legate soprattutto al tema della nostalgia comunitaria e di un ritorno a una diversa relazione con la natura, vista nel rispetto di certe condizioni di vita tradizionali.</p>
<p>Nel 1987 poi, venne pubblicato il Rapporto Brundtland , conosciuto anche con il titolo <a href="http://www.ourcommonfuture.org/"><strong>“Our Common Future”</strong></a>, che aveva il compito di analizzare le possibilità di armonizzazione tra sviluppo sociale ed economico e protezione dell’ambiente.<br />
In esso è contenuta la definizione “ufficiale” di sviluppo sostenibile:</p>
<p>“Lo sviluppo è sostenibile se soddisfa i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere le possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri bisogni.”</p>
<p><strong>ANNI ‘90</strong></p>
<p>Ricordo quando ero giovanissima (inizi anni ‘90), con quale diffidenza in Italia si guardava alle azioni degli attivisti di Greenpeace che in giro per il mondo facevano sentire la loro voce, la loro denuncia contro i disastri ambientali creati dalle corporations. Onestamente ricordo che le loro attività erano giudicate come un retaggio nostalgico della cultura ’68 rivoltosa e anticapitalista, ma in pochi ringraziavano gli attivisti per la forza delle loro denuncie e il rischio che assumevano durante le loro missioni. Probabilmente questa percezione era solo italiana, o forse solo “meridionale”, ma è certo che in Italia, la consapevolezza delle emergenze ambientali è cresciuta lentamente e in ritardo rispetto agli altri paesi europei.</p>
<p>Con l’apertura del dibattito sulla globalizzazione, come fenomeno industriale, prima ancora che culturale, abbiamo osservato l’emergere del movimento comunemente noto come<strong> “No Global”</strong> , rappresentato da un’insieme eterogeneo (dal punto di vista politico) di organizzazioni non governative ed associazioni a livello internazionale, accomunate dalla critica al sistema economico neoliberista promosso dai paesi aderenti al Forum G8  (dal 2009, G14) .<br />
Diversi autorevoli saggi critici hanno ispirato il movimento anti-globalizzazione. Molti ricorderanno il libro della giornalista canadese <strong>Naomi Klein </strong>“No logo”, con il quale che  si criticava la produzione delle multinazionali e l’aggressività delle attività di marketing, ma tra gli altri, anche l’autorevolissima voce del linguista americano <strong>Noam Chomsky</strong> (le cui affermazioni vicine al movimento anti-globalizzazione possono essere ritrovate in molte sue opere ) o l’opera di Vandana Shiva , ecologista indiana che ha supportato attivamente il movimento ambientalista.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/K75hq-ZIs_A&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/K75hq-ZIs_A&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/1PWZgLRCxQs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/1PWZgLRCxQs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>2000</strong></p>
<p>Nel 2007 infine, Paul Hawken (ecologista, imprenditore ed autore di spicco sui temi della Green economy) nel suo Libro “Blessed Unrest”  ha esposto una dinamica evolutiva dei vari movimenti sia ecologisti che per la giustizia sociale. Ripercorrendo la storia del pensiero (americano) ambientalista e dei movimenti per i diritti civili, l’autore individua un movimento permanente più generale che è sotteso a tutti i vari movimenti in azione nelle varie epoche, e di cui il movimento no global, ne rappresenta una ulteriore evidenza (l’esser formato da reti di movimenti e il carattere assolutamente non ideologico lo hanno infatti reso molto più popolare di  tesi accademiche ed elitarie).</p>
<p>L’universalità di questi movimenti, la capacità di contaminare ogni bacino culturale e persino la loro frammentarietà sembra infatti configurarsi come una risposta immunitaria socio-culturale al degrado ambientale, alla degenerazione economica e alla corruzione sociale. Un movimento che non avendo capi, ideologie e strutture non può vincere direttamente niente ma che al contempo è imprendibile e indomabile, riemerge quando vuole, muta di dimensione, forma e obiettivi a seconda delle specifiche situazioni.<br />
La tesi di Hawken rivela i legami impliciti ed espliciti tra i movimenti di tipo ambientalista, i movimenti dei diritti civili e di giustizia sociale ed i movimenti di liberazione dei popoli indigeni: un filo comune che collega il creativo metropolitano al contadino sino all’ultima tribù indigena nelle foreste dell’Amazonia e che emerge  progressivamente dal conservazionismo ambientale e dalla critica più radicale del sistema economico e culturale moderno. Ed in modo simile avviene lo stesso cammino convergente dei movimenti per i diritti civili e per la giustizia sociale verso il riconoscimento della visione ecologista.</p>
<p>Al di là dunque, delle particolarità locali e delle specifiche ideologie che giustificano e legittimano i movimenti ambientalisti nel mondo, dobbiamo ammettere che negli anni hanno contribuito non solo all’orientamento dell’agenda setting di matrice green, ma soprattutto al raggiungimento di grandi risultati nelle politiche ambientali, come la creazione dell’Ufficio Europeo dell’Ambiente, l’applicazione di norme sulla protezione ambientale, l’introduzione di sistemi di tassazione dei rifiuti o emissioni, e inoltre l’adozione di due importanti protocolli: quello di Montreal  per la protezione dello strato di ozono e quello di  Kyoto per combattere il riscaldamento globale.</p>
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