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	<title>Sustainab.Italy &#187; emas</title>
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	<description>Sostenibilità e qualità in Italia</description>
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		<title>La certificazione EMAS</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 07:11:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Nome : EMAS &#8211; Eco-Management and Audit Scheme


Il primo Regolamento EMAS n. 1836 è stato emanato nel 1993 e nel 2001 è stato sostituito dal Regolamento n. 761 che, a sua volta sottoposto a revisione, è stato sostituito nel 2009 dal nuovo Regolamento n. 1221.

Le organizzazioni registrate in conformità del regolamento (CE) n. 761/2001 continuano a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p>Nome : <strong>EMAS &#8211; Eco-Management and Audit Scheme</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/04/emas_logo.jpg"><img class="size-full wp-image-190 aligncenter" title="emas_logo" src="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/04/emas_logo.jpg" alt="" width="223" height="291" /></a><br />
</strong></p>
<p>Il primo Regolamento EMAS n. 1836 è stato emanato nel <strong>1993</strong> e nel <strong>2001</strong> è stato sostituito dal Regolamento n. 761 che, a sua volta sottoposto a revisione, è stato sostituito nel <strong>2009</strong> dal nuovo Regolamento n. 1221.</p>
<p><span id="more-189"></span></p>
<p>Le organizzazioni registrate in conformità del regolamento (CE) n. 761/2001 continuano a figurare nel registro EMAS e soltanto al momento della successiva verifica il verificatore ambientale controllerà la conformità ai nuovi requisiti.</p>
<p>La nuova versione del Regolamento EMAS (Eco-Management and Audit Scheme) ha la finalità di rafforzare il sistema comunitario di ecogestione ed audit, migliorandone l&#8217;efficienza e l&#8217;interesse che riveste per le organizzazioni, soprattutto di piccole dimensioni, in termini di costi, snellimento delle procedure di registrazione, passaggio da altri sistemi di gestione ambientale ad EMAS, nonché agevolando l’accesso ai finanziamenti disponibili e la partecipazione agli appalti ed acquisti pubblici.</p>
<p>Da segnalare, inoltre, la previsione della semplificazione dei controlli regolamentari, degli obblighi normativi e degli oneri per le aziende registrate che dimostrino la conformità a tutte le prescrizioni applicabili in materia di ambiente.</p>
<p>L&#8217;adesione all&#8217;<strong>EMAS</strong> comporta molti benefici all&#8217;impresa:</p>
<ul>
<li>riduzione dei costi di gestione palesi e occulti;</li>
<li>prevenzione delle responsabilità;</li>
<li>prevenzione dei danni ambientali e minimizzazione del rischio;</li>
<li>diminuzione dei costi assicurativi;</li>
<li>valorizzazione dei siti certificati;</li>
<li>soddisfazione di richieste specifiche di clienti importanti;</li>
<li>miglioramento dei rapporti con il pubblico e con le autorità;</li>
<li>miglioramento dell&#8217;immagine esterna dell&#8217;azienda.</li>
</ul>
<p>Il sistema di ecogestione e audit  è stato avviato in Italia con l&#8217;istituzione del comitato Ecoaudit-Eco-label al quale l&#8217;impresa si può rivolgere per le informazioni relative al procedimento di registrazione.?Il sistema di gestione ambientale richiede un processo di monitoraggio e miglioramento continuo, che può essere sintetizzato con la formula, famosa per i sistemi di qualità, <strong>«POCA»</strong>, cioè <strong>«Plan, Do, Check, Act» </strong>(pianifica, agisci, verifica e correggi).?I passi necessari per l&#8217;implementazione di un sistema di gestione ambientale comprendono:</p>
<p><strong>1 Analisi ambientale preliminare</strong></p>
<p>Attraverso l&#8217;analisi ambientale iniziale viene stabilita la posizione dell&#8217;organizzazione rispetto alle condizioni ambientali;</p>
<p><strong>2 Politica ambientale </strong></p>
<p>L’indagine è indispensabile per definire la politica ambientale dell&#8217;ente pubblico o dell’impresa, e stabilire gli obiettivi ed i principi generali di azione rispetto all&#8217;ambiente, spiegando il quadro di riferimento per fissare obiettivi specifici e target;</p>
<p><strong>3 Organizzazione</strong></p>
<p>L&#8217;attuazione della politica richiede l&#8217;adozione di misure organizzative con l&#8217;individuazione delle responsabilità e delle risorse del personale chiamato a gestirla Per questo motivo viene elaborato un <strong>programma ambientale</strong> che contiene una descrizione delle misure adottate per raggiungere gli obiettivi specifici (come ad esempio l’attuazione del sistema di gestione ambientale conforme alla norma Iso 14001) ed i target;</p>
<p><strong>4 Controllo</strong></p>
<p>Deve essere predisposto il controllo operativo su tutte le attività che producono impatto ambientale.??In questa fase si effettua l&#8217;auditing, cioè una valutazione sistematica, periodica, documentata ed obiettiva delle prestazioni dell&#8217;organizzazione, del sistema di gestione ambientale e dei processi destinati a proteggere l&#8217;ambiente;</p>
<p><strong>5 Documentazione</strong></p>
<p>A questo punto viene redattala dichiarazione ambientale, rivolta al pubblico, che comprende informazioni relative a: storia del sito, politica ambientale, descrizione delle attività dell&#8217;Organizzazione, compendio di dati relativi all&#8217;analisi ambientale effettuata sul sito, tutti gli aspetti ambientali rilevanti;</p>
<p><strong>6 Certificazione.</strong></p>
<p>La richiesta di certificazione deve essere inoltrata all&#8217;organismo di certificazione che, dopo l&#8217;espletamento delle prime formalità, esamina il manuale del sistema di gestione ambientale. Nell&#8217;ipotesi che il manuale risulti conforme ai requisiti, si procederà alla visita ispettiva durante la quale verranno verificate le procedure ambientali e il loro livello di applicazione rispetto alla norma. Se in occasione della verifica ispettiva venissero individuate delle <em>non conformità</em>, sarà necessario predisporre un piano dettagliato delle misure da porre in essere per eliminarle. In questo caso occorrerà affrontare un&#8217;ulteriore verifica prima di conseguire la certificazione.</p>
<p><strong>Il verificatore</strong> può essere un singolo professionista o una società. In ogni caso <em>deve essere accreditato, per lo specifico settore di attività produttiva, dal comitato Ecoaudit-Ecolabel e deve essere indipendente dall&#8217;azienda</em>: l&#8217;indipendenza è fondamentale per garantire al pubblico e alle autorità la veridicità di quanto affermato dall&#8217;impresa e attestato dal verificatore stesso.</p>
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		<title>La Mappa dei Comuni italiani con certificazione EMAS</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 22:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Grazie ai dati forniti da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca Ambientale) sono riuscita a ricostruire una mappa dei comuni italiani che hanno ottenuto &#8211; ad oggi &#8211; la registrazione EMAS (ovvero Eco-Management and Audit Scheme).
Questo strumento, creato con il regolamento n. 1836/93 del 29 giugno del 1993, è una certificazione volontaria che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Grazie ai dati forniti da <a href="http://www.isprambiente.it/site/it-IT/" target="_blank"><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;"><strong><span style="color: #008000;">ISPRA</span></strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: none;"><strong><span style="color: #008000;"> </span></strong></span></span></a>(Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca Ambientale) sono riuscita a ricostruire una mappa dei comuni italiani che hanno ottenuto &#8211; ad oggi &#8211; la <strong>registrazione EMAS</strong> (ovvero Eco-Management and Audit Scheme).</p>
<p>Questo strumento, creato con il regolamento n. 1836/93 del 29 giugno del 1993, è una certificazione volontaria che fa acquisire una «dichiarazione di partecipazione al sistema» agli enti e le imprese che la ottengono.</p>
<p><span id="more-176"></span>Ma vediamo più da vicino qual&#8217;è la situazione italiana relativa agli enti pubblici, e in questo caso, dei comuni.</p>
<p>Vi rivelo subito che l&#8217;analisi non mi ha entusiasmato perché, come vedremo, l&#8217;attuale indice di diffusione delle certificazioni EMAS sulla base del totale dei comuni delle singole regioni è ancora molto basso.</p>
<p>Le migliori performance italiane sono state conseguite &#8211; fino ad oggi &#8211; dal <strong>Trentino Alto Adige</strong>, con 53 comuni certificati su un totale di 339 comuni(pari al 15,6% ). A questa regione, molto sensibile e attenta, segue l&#8217;<strong>Umbria</strong>, con il 7,6% di comuni certificati (solo 7 su 92); e poi la <strong>Toscana</strong> con il 7,3% di comuni virtuosi (21 su un totale di 287 comuni).</p>
<p>Come potete notare, il podio è condiviso da queste tre regioni con un enorme stacco rispetto al Trentino che &#8211; lasciatemelo dire &#8211;   conquista tutto il mio rispetto (anche se quasi non avevo dubbi sulla loro quota di sostenibilità).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/04/grafico_emas.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-177" title="grafico_emas_comuni_italiani" src="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/04/grafico_emas.jpg" alt="emas comuni italiani" width="590" height="554" /></a></p>
<p style="text-align: left;">A seguire, con risultati via via sempre più bassi, abbiamo il Friuli Venezia Giulia con il 6,8% dei comuni certificati (15 su un totale di 218), l&#8217;Emilia Romagna con il 6,1 % (21 comuni su 341), la Liguria con il 4,2% (10 comuni su 235) ed il Veneto con il 3,4% (20 comuni su 581).</p>
<p style="text-align: left;">Il picco di performance negative  viene raggiunto dalle regioni del mezzogiorno: Campania (0 comuni su 551), Basilicata (0 comuni su 131), Puglia ( nessun comune su 255), Calabria (0 su 551 comuni) , Sicilia (o su 390), Sardegna (o su 377 comuni) che non hanno nessun comune certificato EMAS.</p>
<p style="text-align: left;">A queste regioni si aggiungono la Valle d&#8217;Aosta e il Molise, anch&#8217;esse con un triste dato di &#8220;zero&#8221; comuni certificati.</p>
<p style="text-align: left;">Per consultare il report (con dettaglio dei comuni certificati) che ho realizzato attraverso i dati Ispra, cliccate qui e scaricate il pdf&#8211;&gt;<span style="color: #008000;"><span style="text-decoration: underline;"> </span></span><span style="color: #008000;"><strong><span style="color: #008000;"><span style="text-decoration: underline;">C</span></span></strong></span><span style="color: #008000;"><strong><a href="http://www.sustainabitaly.it/wp-content/uploads/2010/04/comuni_emas1.pdf"><span style="color: #008000;">omuni_emas</span></a><span style="color: #008000;"><span style="text-decoration: underline;">.pdf</span></span></strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">E&#8217; doveroso  sottolineare che ai comuni pubblicati sul sito dell&#8217;ISPRA possono essersi aggiunti altri comuni &#8211; tra quelli che hanno avviato il processo di conversione e certificazione, e quelli che l&#8217;hanno già ottenuta e stanno per essere pubblicati &#8211; ma sarà mio dovere fare un aggiornamento costante di questo database (quello in pdf).</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">Si consideri inoltre che, soprattutto a partire dal 2009, il numero di richieste di certificazione è aumentato notevolmente rispetto agli anni precedenti, e alcuni istituti di ricerca stimano che il trend continuerà a crescere in modo costante nei prossimi anni.</span></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;"><strong>P.S.</strong> Per chi di voi desiderasse il file Comuni_emas.pdf  in versione <span style="color: #008000;">.xls</span>, può contattarmi via mail (sustainabitaly@gmail.com). Condivido volentieri il mio lavoro con voi, soprattutto se avete voglia di migliorare i dati riportati <img src='http://www.sustainabitaly.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </span></span></p>
<p style="text-align: center;">
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